Le F.A.Q. dei futuri genitori sul parto

Molti futuri genitori hanno dei dubbi o delle perplessità su alcuni aspetti del parto: da quelli più articolati a quelli che all’apparenza sembrano quasi evidenti.

Abbiamo raccolto qui le domande più frequenti che vengono fatte negli incontri di coppia del corso Mamme in Movimento dalle mamme e dai loro partners, che forse assomigliano a quelle di tanti altri futuri genitori.

F.A.Q. SULLA SALA PARTO

1 – Quanto è grande la SALA parto?
La parola “sala” parto inganna molto spesso tanti ..futuri babbi! In realtà il nome “sala” è un francesismo e può effettivamente trarre in inganno.
Nella lingua francese in fatti si usa chiamare ogni stanza della casa con la parola “salle”, anche se piccola: salle à manger, salle de bain, salle à coucher.
In italiano invece si indica con la parola “sala” solo il salotto che in genere è l’ambiente più grande della casa.
Capita quindi spesso che alcuni futuri genitori, quando sentono parlare di “sala” parto, si figurino di entrare in un ambiente molto grande, quando in realtà è spesso solo una cameretta di medie dimensioni.

2 – In quante coppie siamo a partorire in sala parto?
Tratti spesso in inganno dal nome, molti dunque pensano di entrare in un ambiente grande e alcuni si figurano di essere lì dentro con altre coppie a fare tutti insieme il proprio parto. Sembra strano, ma è una domanda che ogni tanto mi sento fare. Comunque, siccome è tutto nuovo, ci stanno anche questi dubbi.
In realtà in una sala parto fisiologica si sta solo in tre: i due genitori e l’ostetrica che prende in carico quel parto. Aspettando che nasca il quarto..

3 – Quanti tipi di sala parto ci sono?
Nello sport il “DOVE” si svolge una competizione è il ‘campo di gara’. Esistono ovviamente diverse tipologie di campi di gara organizzati in modo diverso a seconda dello sport per cui sono pensati: abbiamo così il campo di calcio, che è diverso da quello da tennis, da volley, da atletica, dalla piscina, etc..

In un punto nascita il “DOVE” si svolge la nascita è la “sala parto”. In genere, in ogni punto nascita sono presenti 3 diversi tipologie di sale parto, pensate per 3 tipi di parto differenti, che hanno 3 scopi differenti e organizzate quindi in 3 diversi modi. Vediamoli:

Sala parto OPERATORIA
E’ pensata per il parto cesareo, cioè per una operazione chirurgica vera e propria. Si ricorre, in genere, al cesareo quando c’è una grave patologia materna e/o fetale, quindi in casi davvero molto gravi.
sala parto operatoria
E’ una sala operatoria come tutte le altre e dunque le attrezzature sono tutte mediche specifiche per quel tipo di intervento. Anche il lettino dove la donna deve sdraiarsi è tipico di una sala operatoria. 

Sala parto OPERATIVA
E’ pensata per il parto operativo, cioè solo per un parto dove è presente una patologia materna e/o fetale e che, per essere portato a termine, necessita di un determinato tipo di aiuto medico.
sala parto operativa
Questo parto, anche se operativo, è comunque un parto vaginale. Tra le varie attrezzature mediche di questa sala parto, c’è il lettino ginecologico, dove deve sdraiarsi la donna per fare il parto operativo. 

Sala parto FISIOLOGICA
E’ pensata per tutti i parti fisiologici che, in natura, sono ovviamente la maggioranza. Anche in un punto nascita questo tipo di sale parto dovrebbero dunque essere numericamente la maggioranza.
sala parto fisiologica
L’arredamento è spesso minimal, caratterizzato dalla presenza di un letto semplice e accanto un bagno, come a casa. Dunque già la camera da letto dei futuri genitori può essere considerata un’ottima sala parto.
Questo tipo di sale parto sono le più trendy del momento: ne esistono con colori e forme di gran comfort, diversi per ciascun punto nascita.
In diversi punti nascita il letto della sala parto fisiologica può essere trasformato, all’occorrenza, in lettino ginecologico trasformando così la stanza in sala parto operativa.

4 – Esiste la sala travaglio?
Può capitare che in un punto nascita venga chiamata ‘sala travaglio’ quelle che invece sono le sale parto fisiologiche. In effetti in queste stanze le donne stanno durante il travaglio. Tuttavia, se tutto procede per il meglio, in queste stesse stanze  le donne ci rimangono fino alla nascita del bimbo, in quanto sono una ‘sala parto’ vera e propria

A Firenze è aperto dal 2007 il centro nascita Margherita una struttura decisamente all’avanguardia interamente pensata per i parti fisiologici e quindi esclusivamente formata da tutte e soltanto sale parto fisiologiche.

   

Siccome le 5 stanze del centro Margherita sono TUTTE sale “parto”, tutte le stanze di un qualsiasi altro punto nascita di una tipologia come queste, sono sale “parto”, dove cioè le donne rimangono fino alla fine del parto fisiologico. Addirittura ci restano fino alle dimissioni.

Dunque se in qualche punto nascita c’è chi definisce questa tipologia di stanze come sale ‘travaglio’, cercate di capirne bene le motivazioni. 

5 – Servono gli ‘ATTREZZI’ della sala parto?
Talvolta nelle sale parto fisiologiche sono presenti una vasca per il parto in acqua, un fitball, una liana di gomma e uno “sgabello olandese”. Apparentemente sono tutti davvero molto scenografici, colorati, quasi accoglienti, decisamente belli da vedere.
fitball e liana in sala parto

Tuttavia durante un parto, che è una prestazione fisica di altissima specializzazione, di grande intensità e di sforzo massimale, occorre prendere in considerazione solo ed esclusivamente ciò che è funzionale a finire prima possibile, con poco dolore e al meglio il parto. La biomeccanica del parto è molto precisa e purtroppo tutti questi oggetti la disattendono. E dunque possono solo complicare il parto. In particolare lo sgabello olandese, non può che favorire le lacerazioni perineali.sgabello olandese in sala partoDunque la coach di Mamme in Movimento consiglia di NON utilizzare questi oggetti durante il parto, per precisi motivi di biomeccanica del parto. Tra l’altro, nessuna ricerca scientifica dimostra che questi oggetti risultano utili e funzionali al parto naturale. Infatti non migliorano il parto da nessun punto di vista, dunque meglio non utilizzarli. 

F.A.Q. SUL PERSONALE DELLA SALA PARTO

1 – Chi sta con noi in sala parto?
La gestione del parto è affidata ad una determinata figura professionale in base al tipo di parto.
Nei parti fisiologici l’ostetrica è l’unica figura di riferimento, come accade nel centro Margherita, dove non è presente nessun medico.
Dunque in una sala parto fisiologica ci sarà solo: una coppia di futuri genitori e un’ostetrica.

Solo i parti operativi o cesarei sono di competenza della/o ginecologa/o, che è un medico, è cioè colei o colui che deve intervenire per risolvere eventuali criticità. Nella vita di tutti i giorni, infatti, ci si rivolge normalmente al medico solo se non stiamo bene. La stessa cosa dovrebbe essere nel parto: è obbligatoria per legge l’assistenza di tipo medico nei parti che presentano delle patologie. E solo in questi.

2 – Cosa deve fare l’ostetrica nel parto fisiologico?
C’è davvero ben poco da fare in un parto fisiologico, per fortuna!!.. Infatti se il parto è fisiologico vuol dire che sta andando tutto bene. Oltre a verificare il buon andamento del parto, l’ostetrica deve riempire, per legge, il partogramma, il documento ufficiale del parto. 

3 – Cos’è il partogramma?
Il partogramma è il ‘documento ufficiale’ del parto e ha validità sia medica sia giuridica. E’ compilato da chi prende in carico il parto: un’ostetrica o più ostetriche, se c’è il cambio del turno ed, eventualmente, dal personale medico, se c’è da fare un qualche tipo di intervento medico.

Sul partogramma è riportato l’andamento del parto.

Se un parto è fisiologico l’ostetrica deve registrare i principali dati, che sono:
– il battito fetale e l’intensità delle contrazioni uterine. Questi due dati vengono presi con uno strumento elettronico (tracciato o monitoraggio) che segna due numeri su un display, da copiare sul partogramma.
Questa rilevazione viene fatta ogni quindici minuti circa, con molta discrezione;
– la dilatazione del collo dell’utero, la posizione della testa del feto in rapporto ‘all’uscita’ e la discesa del feto lungo il canale della nascita. Questi tre dati vengono presi con una classica visita di tipo ginecologico, che come al solito è abbastanza invasiva, ma che per fortuna viene fatta ad intervalli molto distanziati, anche ogni ora o ora e mezzo;
– infine l’orario della nascita.

Nel caso in cui il parto presenti delle problematiche, parto operativo, oltre ai dati precedenti, sul partogramma l’ostetrica deve scrivere le criticità che presenta il parto e successivamente deve chiamare il medico, che prenderà dunque in carico quel parto. Quindi vanno poi scritti sul partogramma i conseguenti interventi professionali messi in atto per risolvere quelle criticità.

Il partogramma è anche dei futuri genitori. Dunque è consultabile dalla coppia anche durante il parto. Per chi poi desidera averlo a casa, dopo il parto è possibile fare richiesta di una copia.

4 – Rispettare la ‘tana’: di cosa si tratta?
In natura, gli animali femmine mammiferi quadrupedi come noi, al momento di partorire, la prima cosa che fanno è trovare un posto ben riparato dove fare il parto, la ‘tana’. Ad esempio una gattina, al momento del parto, sparisce, non la si trova più: si è rintanata da qualche parte.

Questo in natura ha vari significati e funzioni molto importanti:
– nascondersi ai predatori: non essere viste e non essere sentite sono strettamente legati alla sopravvivenza;
– non essere disturbate;
– aumentare la concentrazione. Anche nello sport la concentrazione mentale gioca un ruolo importante ai fini della gara. Concentrarsi è come ritirarsi, e dunque in un certo senso rintanarsi, da tutto quello che succede intorno per focalizzarsi al massimo e al meglio su una prestazione molto importante.
Anche la donna che sta partorendo è molto concentrata su quello che sta facendo. Anche lei tende a isolarsi da ciò che la circonda e a crearsi una sua ‘tana’. 

Dunque in un parto fisiologico, è importante disturbare il meno possibile questa ‘tana’ secondo i principi del ‘parto attivo’. Meno si interferiscono con questa ‘tana’, più creano le condizioni per facilitare il buon andamento di quel parto.