Mamme in Movimento

Le posizione del parto sono state studiate?

Le posizioni del parto sono state studiate dal punto di vista scientifico?

Quali studi scientifici sono stati fatti finora sulle posizioni del parto?
Spoiler: nessuno.
Questa è la conclusione abbastanza sconcertante a cui è arrivata Anastasia Topalidou (Associate professor in perinatal biomechanics and health technologies, University of Lancashire) in una recente revisione sistemica dal titolo “Cosa sappiamo realmente sulla biomeccanica della gravidanza e del travaglio?“. Dopo aver analizzato 87 studi provenienti da tutto il mondo, appare chiaro che: “nessuno di essi ha mai esaminato, con la biomeccanica, come il corpo delle donne si muove, si adatta o reagisce effettivamente durante il parto.”

posizioni per il parto

Un vuoto scientifico clamoroso

In un altro articolo dal titolo ancora più incisivo “Perché ancora non capiamo cosa succede al corpo delle donne durante il travaglio“, la dottoressa Topalidou sottolinea che “nessuno ha mai testato scientificamente come movimenti e posizioni influenzino le articolazioni, i muscoli e le ossa del corpo durante il parto. Pertanto, non sappiamo se siano d’aiuto o d’ostacolo […] al parto.”
E quindi stiamo operando “in un vuoto di evidenze biomeccaniche”, in “una lacuna sorprendente e preoccupante”, “poiché finora nessuno studio empirico ha indagato o descritto i meccanismi biomeccanici dinamici del travaglio.”

Lo studio della parte fisica del parto è fermo a secoli fa

In base ai risultati della revisione sistemica, risulta chiaro che tutte le posizioni per il parto proposte ancora oggi alle donne, non possono essere considerate valide dal punto di vista scientifico. Anzi, come sottolinea Topalidou, “gli approcci clinici esistenti si basano fortemente sulla tradizione, sull’esperienza aneddotica e su presupposti teorici non testati.”

Proprio come nei secoli passati, ci muoviamo ancora in totale “assenza di prove scientifiche su come posizioni, manovre o tecniche influenzino il corpo durante il parto”. I dati parlano chiaro: non esiste infatti “alcun supporto biomeccanico [che dimostri la] superiorità di nessuna delle posizioni” comunemente suggerite. Dunque ancora oggi, incredibilmente, “tutte le manovre comunemente utilizzate, le tecniche di movimentazione manuale e i presupposti posizionali rimangono biomeccanicamente non verificati”.

E dunque che fare?

Eppure “il travaglio è un processo biomeccanicamente intenso, che coinvolge forza, postura, movimento, controllo muscolare e carico articolare”. È a tutti gli effetti una performance fisica straordinaria, tutt’altro che semplice. Lo sanno bene le donne di tutto il mondo che affrontano parti lunghi e dolorosi.
Ma se la scienza ufficiale non ha ancora studiato come si muove e reagisce il corpo femminile in quel momento, per le mamme sorge un problema enorme. Come si fa a sapere quali sono la posizione e la spinta ottimali per poter fare finalmente un parto più facile, veloce e sicuro?

La soluzione è Mamme in Movimento, l’unico corso interamente basato sulla biomeccanica del parto

Anche se i meccanismi biomeccanici dinamici del travaglio non sono ancora stati indagati direttamente in sala parto (ad esempio utilizzando sensori sul corpo delle donne), a Mamme in Movimento non siamo rimasti ad aspettare.

Abbiamo intanto deciso di non affidarci più alla tradizione o agli aneddoti, ma di basarci esclusivamente sulle leggi precise della fisica. E quindi, con la biomeccanica, abbiamo studiato le leve, le forze e i carichi che agiscono sul corpo femminile durante il parto.


In base a questo studio abbiamo poi messo a punto un programma del tutto innovativo formato da una precisa preparazione fisica, posizioni per il parto, spinta e respirazione, aiuto tecnico dei partner. Elementi che le donne del nostro corso hanno già messo in pratica con successo centinaia di volte in sala parto, trasformando la teoria in parti più veloci, efficaci e consapevoli. Come è dimostrato anche dai risultati di un’ampia ricerca.

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