Varie tipologie di parto

SCEGLIERE IL PARTO

Il parto è la fase finale della gravidanza, quella che inizia dalla prima contrazione del pretravaglio e termina con la nascita della/del bambina/o.
Partorire è una parola semplice che tutti conoscono, che però racchiude al suo interno varie tipologie di parto, anche molto differenti tra loro.

Se non ci sono evidenze mediche, per cui vanno attivate determinate procedure, ogni donna può scegliere il tipo di parto che desidera. E per poter scegliere, occorre innanzitutto conoscere la varietà dell’offerta.

Ad esempio, chi decide di fare un parto naturale può contare tra parto in acqua, parto attivo, parto in casa, tanto per citarne alcune. A queste oggi si aggiunge il parto proposto dal corso Mamme in Movimento basato su nuovi studi di biomeccanica sul parto naturale fatti dalla coach. Una opportunità in più, del tutto innovativa ed davvero efficace che ha già aiutato a partorire al meglio centinaia di mamme.

In generale i parti sono classificati e denominati in modi diversi a seconda del punto di vista da cui vengono considerati. Tre sono i principali.

INTERVENIRE NEL PARTO

I vari tipi di parti dal punto di vista della medicina
Il ginecologo, come tutti i medici, è la figura professionale che si occupa solo della patologia, quindi di quei parti che presentano delle problematiche.
Dal punto di vista medico i parti sono classificati in base al loro avvio, al loro decorso e al loro esito finale, che prevedono un diverso tipo di assistenza.
– in base al loro avvio: i parti possono avere inizio in modo spontaneo oppure ‘indotto’, chimicamente o meccanicamente.
– in base al decorso: il parto viene suddiviso in due categorie principali:
Parto eutocico, cioè che non presenta problematiche. In natura sono la maggioranza, circa il 70%.
Questo parto è di pertinenza dell’ostetrica;parto naturale indottoParto distocico, cioè che presenta qualche problematica più o meno grave. Questi parti sono la minoranza, circa il 30% circa. In questo parto è presente una qualche patologia e dunque è di competenza esclusiva del medico.
– in base all’esito del parto:
Parto vaginale, indica tutti i tipi di parto che NON sono cesarei. Il feto passa per il canale naturale della nascita, per via vaginale. In questi parti può andare tutto bene (eutocico) oppure possono esserci delle problematiche (distocico), ma non così gravi da ricorrere a un cesareo.parto cesareo naturaleParto addominale, indica che si tratta di un parto cesareo. E’ un vero e proprio intervento chirurgico al quale si ricorre in caso di un livello di problematica molto elevato (alto rischio).

ASSISTERE IL PARTO

I vari tipi di parti dal punto di vista dell’ostetricia
L’ostetricia si occupa solo della fisiologia, cioè dei parti in cui va tutto per il meglio (eutocico).
Le modalità di assistenza a questi parti non sono tutte uguali.

Nel parto con assistenza tradizionale l’ostetrica guida fisicamente il parto. Infatti suggerisce alla donna determinate posizioni standardizzate per il parto, previste dalla letteratura scientifica e che tutti conoscono. Tuttavia tali posizioni sono vecchie di 40 anni e contengono vari errori biomeccanici che compromettono il buon esito del parto.posizioni per il parto naturale1) Sono posizioni del tutto innaturali, cioè non previste in natura e dunque non favoriscono il parto fisiologico.
2) Contengono importanti errori di biomeccanica, che possono solo inficiare il parto naturale.
3) I risultati (outcomes) dei parti fatti con le posizioni di 40 anni fa, sono del tutto insoddisfacenti, a conferma del fatto che queste posizioni non possono essere considerate ulteriormente valide.i risultati dei parti naturali
4) Oggi, a differenza di 40 anni fa, sono ampiamente disponibili nuove figure professionali che possono affiancare quelle già presenti. Ingegneri specialisti di biomeccanica e scienziati motori esperti della componente fisica e motoria del corpo umano, potrebbero essere utili a colmare una gravissima lacuna. Infatti questi specialisti possono contribuire a studiare in modo tecnico e scientifico la componente fisica del parto. La loro professionalità serve a trovare posizioni più corrette ed efficienti dal punto di vista biomeccanico, per ottenere risultati decisamente migliori.
Quello che ha già fatto in larga parte Mamme in Movimento.

Il parto ‘ATTIVO’

Dagli anni ottanta del secolo precedente si è sempre più diffuso il parto attivo, un tipo di assistenza ostetrica più discreta, dove si cerca di disturbare il meno possibile il parto. Parlare pochissimo, non ‘toccare’ il parto più di tanto, osservarlo e valutarlo utilizzando principalmente ‘occhi e orecchi’, non imporre posizioni, stare in disparte o anche fuori dalla sala parto, tranne ovviamente in fase espulsiva, favorirà il parto.
prepararsi al parto naturale
Le linee guida del parto attivo prevedono che la donna abbia totale libertà di muoversi durante il parto, di essere ‘attiva’, in modo da trovare DA SOLA la posizione migliore per fare il suo parto.

Alcune inesattezze del parto attivo.

Tuttavia le linee guida del parto attivo presentano varie incongruenze, per esempio:
1) essere libere di cercare la propria posizione del parto, non vuol dire essere in grado di trovarla e dunque di saper fare il parto.
2) basarsi sull’istinto per cercare la migliore posizione può non aiutare affatto. A quale istinto si fa riferimento? Ci sono due tipologie d’istinto, definite da Freud, e non è affatto facile riconoscere quella giusta, soprattutto durante il parto.
3) La forza di gravità non è una priorità biomeccanica nel parto fisiologico. E’ solo un elemento da tener presente, ma di secondaria rilevanza.

FARE IL PARTO

Il parto dal punto di vista delle donne
I parti fisiologici (eutocico), quelli cioè senza alcun tipo di complicazione, in natura sono la maggioranza, in quanto la natura ha previsto che la riproduzione della specie funzioni a meraviglia. 

In questi parti, la donna, l’atleta mamma, deve FARE fisicamente e attivamente il parto, la gara.
il bello del parto naturale
Per fare fisicamente il parto occorre trovare una posizione che lo favorisca. Dunque la modalità di movimento con cui la donna cerca la posizione migliore, è determinante per il buon esito del parto.

Parto vaginale semplice o ‘casuale’

Nel parto vaginale semplice le donne devono cercare da sole la posizione migliore per il parto. Sono lasciate a se stesse, e al loro teorico ‘istinto’ di madri. E infatti spesso non la sanno cosa fare.
La modalità di movimento che le donne adottano per questo parto è casuale, fatta per tentativi ovviamente privi di una tecnica scientifica precisa, volti principalmente a provare ad evitare, non sempre con successo, il
dolore del parto

E’ come mettere per la prima volta gli sci ai piedi e trovarsi subito su una pista di sci di media alta difficoltà, senza aver mai preso lezione da un professionista e quindi senza essere preparati tecnicamente. In qualche modo si prova comunque a scendere a valle, cercando alla meno peggio di arrivare in fondo, evitando per quanto possibile di farsi del male. Molto probabilmente ci si metterà tanto tempo e, se si riesce a non farsi del male, alla fine si avrà comunque dolori vari addosso. Si è faticato molto, non ci siamo goduti la discesa e, se fosse stato possibile, avremmo chiamato volentieri qualcuno che ci venisse a prendere con una motoslitta!!La maggior parte delle donne fa questo tipo di parto che però comporta, nel migliore dei casi, tempi di travaglio molto lunghi e tanto dolore. Infatti moltissime chiedono, giustamente, l’epidurale (partoanalgesia), pur di arrivare in qualche modo in fondo alla loro gara.

Parto vaginale NATURALE o ‘tecnico’

Il parto naturale indica, secondo la coach di MM, non solo che il parto avviene per via vaginale, ma che avviene anche con precise modalità tecniche, previste dalla natura. La coach delle mamme le ha studiate, analizzate, ottimizzate e le ha tradotte in posizioni innovative per il parto da fare in coppia. Sapendo cosa fare, le donne non procedono più a caso, ma sanno come muoversi in modo ‘tecnico’ in sala parto.
nascere con parto naturale
Infatti la modalità e la tecnica messa a punto dalla natura per il parto è estremamente precisa, tanto da renderlo facile, fattibile e sicuro anche in mezzo alla giungla. Perché la natura ha come obiettivo la salvaguardia della riproduzione della specie.

In questo caso è come fare una bella pista di sci di media alta difficoltà dopo aver preso lezione da un professionista dello sci e aver imparato a sciare in modo tecnicamente corretto. In questo caso si farà la discesa agevolmente, si impiegherà un tempo giusto, non si faticherà e non si rischierà più di tanto né di cadere né tanto meno di farsi del male. Non si penserà assolutamente a farsi venire a prendere da una motoslitta e anzi ci sentiremo piacevolmente soddisfatti della sciata perché, padroni dei propri mezzi, si sarà stati in grado di adattarsi a cunette, cambi di pendio e tipologia di neve senza particolari difficoltà.

Il parto naturale è dunque un parto altamente tecnico che va preparato al meglio con la figura professionale di riferimento dal punto di vista fisico.  Il ‘parto naturale’ di Mamme in Movimento è basato su studi di fisica e biomeccanica che migliorano e implementano ciò che la natura ha già previsto.
Di conseguenza si ottengono 
risultati ottimi: i tempi del travaglio e i dolori del parto diminuiscono in modo considerevole, tanto che queste mamme non richiedono l’epidurale, perché non ne hanno necessità. Pochissime sono anche le lacerazioni e altre complicazioni mediche.

In tutto il sito ci riferiremo con la parola “parto” al parto fisiologico. 

Essere preparate al parto: bassi o alti livelli di empowerment

Il pensiero principale delle donne, in relazione al parto, è se fare o no l’epidurale (la partoanalgesia). E’ come chiedersi se, prima di affrontare la pista di sci, si chiamerà o no qualcuno che ci aiuti a scendere a valle.
In realtà il problema principale dovrebbe essere se, per fare quella discesa, è meglio imparare a sciare oppure no.

Dunque SAPER FARE IL PARTO è il primo problema da risolvere, perché il semplice ‘istinto’ non aiuta a fare al meglio un gesto tecnico di così alta specializzazione. Spesso infatti le donne che fanno il parto vaginale si sentono poco preparate ad affrontarlo e non sanno bene cosa fare: hanno cioè un basso livello di empowerment.

Le donne invece che hanno fatto il corso preparto Mamme in Movimento e che fanno un parto naturale, si sentono sicure in se stesse e nella loro capacità di fare e di gestire le varie fasi del parto: hanno cioè un alto livello di empowermentTutti i grafici e gli outcomes della nostra indagine statistica sul parto, sono riportati sul nostro sito scientifico Taddei Smart Birth.

ALTRI PARTI

Parti operativi
Qualche volta possono esserci durante il parto degli inconvenienti di varia natura, genere e gravità (distocico). Questi parti richiedono pertanto un intervento di tipo medico. Questa tipologia di parti sono definiti dalla medicina parti ‘operativi’.
Il tipo di intervento medico a cui ricorrere viene deciso dal medico e dipende dal tipo di complicazione che si presenta. Nonostante le difficoltà, questi sono ancora 
parti vaginali.

Quindi anche in questi parti, grazie alla preparazione fatta con Mamme in Movimento, la donna può ancora fare in parte un parto tecnicamente corretto insieme al suo partner, sempre in stretta collaborazione con gli operatori della sala parto.
In molti casi, le coppie che hanno fatto il parto operativo con le posizioni e la spinta di
Mamme in Movimento, hanno evitato il cesareo.

Parti cesarei
Se invece si presenta una complicazione nel parto di grado alto (alto rischio) bisogna ricorrere all’intervento chirurgico, cioè al parto cesareo
Questo tipo di parto, come abbiamo già detto, è di pertinenza esclusiva del medico. E’ lui l’atleta, cioè la persona preparata sia dal punto di vista teorico che pratico a fare quel tipo di intervento, quel tipo di parto, cioè quel tipo di gara. In questi parti le donne e i partner non possono ovviamente fare niente.