Varie tipologie di parto

SCEGLIERE IL PARTO

Il parto è la fase finale della gravidanza, quella che porta alla nascita della/del bambina/o. Il parto inizia dalla prima contrazione del pretravaglio e termina con la nascita della/del piccola/o.
Partorire è una parola semplice che tutti conoscono, che però racchiude al suo interno varie tipologie di parto, anche molto differenti tra loro.

Se non ci sono evidenze mediche per cui si deve procedere solo con un determinato tipo di parto, ogni donna ha il pieno diritto di scegliere il tipo di parto che desidera fare. Per poter scegliere, occorre innanzitutto conoscere bene la varietà dell’offerta e sapere poi la prassi di ogni singolo punto nascita. 

In generale, chi decide di fare un parto naturale può contare su vari tipi di offerta: dal parto in acqua, al parto attivo, al parto in casa, tanto per citarne alcune.
Mamme in Movimento ha ulteriormente ampliato l’offerta tra cui ogni donna può scegliere. MM ha infatti tradotto in pratica nuovi studi di biomeccanica sul parto naturale, arricchendo così di nuove proposte e impostazioni tecniche il parto naturale. 

Per orientarsi nella scelta del parto, teniamo innanzitutto presente che i parti sono classificati e denominati in modi diversi a seconda del punto di vista da cui vengono considerati. Vediamo insieme quali sono i principali.

INTERVENIRE NEL PARTO

I vari tipi di parti dal punto di vista della medicina
In letteratura scientifica i parti sono classificati e definiti in base al loro avvio, al loro decorso e al loro esito finale. Dal punto di vista medico ciò serve soprattutto per identificare il tipo e il livello di assistenza che eventualmente serve utilizzare.

In base al loro avvio i parti possono avere inizio o in modo spontaneo, naturale, oppure possono essere ‘indotti’ chimicamente o meccanicamente.

In base al decorso il parto viene suddiviso in due categorie principali:
– parto eutocico, che non presenta alcun tipo di problematiche. Questo è un parto fisiologico, in cui il corpo della donna, che ha organi e apparati predisposti per fare il parto, lo fa senza problemi.
E’ un parto seguito solo dall’ostetrica perché non presenta nessuna patologia. In questi parti infatti non serve nulla che abbia a che fare con l’ambito medico.
In natura sono la maggioranza, circa il 70%. Infatti la natura ha previsto che la riproduzione della specie funzioni a meraviglia, nella maggior parte dei casi;
– parto distocico, presenta una qualche problematica più o meno grave e dunque è patologico. Questi parti sono la minoranza. Si calcola infatti che l’intervento medico sia necessario nel 30% circa dei parti.
Questo tipo di parto è di competenza esclusiva del medico.

In base all’esito di un parto si possono distinguere:
– parto vaginale, indica tutti i tipi di parto che NON sono cesarei. Il feto passa in questi casi per il canale naturale della nascita, cioè appunto per via vaginale. In questi parti può andare tutto bene (eutocico) ma possono anche presentare delle problematiche (distocico). In questo caso servirà ricorrere ad un intervento medico, ma non a un cesareo.
– parto addominale, indica che si tratta di un cesareo. E’ un vero e proprio intervento chirurgico al quale si ricorre in caso di un livello di problematica molto elevato (alto rischio).  

Sul partogramma è sempre riportata la dicitura ‘parto vaginale’ o ‘parto cesareo’, a seconda di che tipo di parto è stato.

ASSISTERE IL PARTO

I vari tipi di parti dal punto di vista dell’ostetricia
L’ostetricia si occupa solo della fisiologia, e dunque dei parti in cui tutto va per il meglio. Le modalità con cui vengono gestiti e assistiti questi parti, sono però ben diverse tra loro.
– parto medicalizzato: è un parto fisiologico in cui va tutto bene, che tuttavia viene guidato. Infatti sarà l’ostetrica a portare la donna a partorire in determinate posizioni standardizzate, previste dalla letteratura scientifica, che però purtroppo contengono molti errori tecnici. Infatti non sono basate su alcun tipo di ricerca scientifica di valore e contengono gravi errori di biomeccanica.
Infine sono posizioni del tutto innaturali, cioè non previste dalla natura.
Infatti i risultati scientifici (outcomes) di questi parti sono del tutto negativi, da oramai 40 anni!
Molto in voga nel secolo precedente e molto radicato nell’immaginario collettivo, il parto medicalizzato trova incredibilmente larga diffusione ancora oggi.

Tuttavia negli ultimi decenni l’assistenza ostetrica al parto fisiologico ha subito grandi cambiamenti e ha dato vita ad una nuova impostazione:
parto ATTIVO: dagli ottanta del secolo precedente alla donna è stata data totale libertà di muoversi in sala parto, e dunque di essere ‘attiva’, in modo da trovare DA SOLA la posizione migliore per fare il suo parto.
In base alle linee guida del parto attivo, l’ostetrica che assiste il parto è tenuta a disturbare il meno possibile la donna. Dovrà usare molta discrezione: parlare pochissimo, non ‘toccare’ il parto più di tanto, osservarlo e valutarlo utilizzando principalmente ‘occhi e orecchi’.  E soprattutto non è suo compito intervenire nel parto fisiologico, cioè non deve imporre posizioni là dove va tutto per il meglio.

Per legge l’ostetrica, durante il parto, deve compilare il partogrammaQuando ha verificato che il travaglio sta procedendo bene, ha fatto il suo lavoro. Le linee guida del parto ‘attivo’ prevedono che a quel punto possa stare in disparte o fuori dalla sala parto, per non disturbare il parto. In questo modo si evita di interferire sul parto stesso. Sarà comunque presente in fase espulsiva.

FARE IL PARTO

Il parto dal punto di vista delle donne
Dal punto di vista sportivo e della performance fisica dobbiamo prendere in considerazione SOLO i parti vaginali, cioè quelli in cui è la donna, l’atleta mamma, che deve FARE fisicamente e attivamente il parto, la gara.

Innanzitutto tra questi prendiamo in considerazione i parti fisiologici (eutocico), quelli cioè in cui tutto funziona bene dall’inizio alla fine, senza alcun tipo di complicazione. Se lasciati liberi di svolgersi (parto ‘attivo’), questi parti sono la stragrande maggioranza, tra il 65% e il 70%. Dunque un’alta percentuale di parti NON ha nessun bisogno di nessun intervento medico.
Inoltre è stato ampiamente dimostrato che se in parto dove tutto fila liscio si interviene per un qualsiasi motivo, si innesca nel parto una catena di problematiche. Dunque, in questi casi, meglio procedere col parto ‘attivo’.

Suddividiamo ora questi parti in due differenti tipologie, in base alla MODALITA’ DI MOVIMENTO con cui viene fatto il parto dalla donna:
– parto vaginale semplice, cioè in cui le donne si muovono in modo casuale.
– parto vaginale NATURALE, cioè in cui le donne si muovono in modo tecnico.

Parto vaginale semplice o casuale

Il semplice ‘parto vaginale’ indica che il parto avviene per il canale ‘naturale’ della nascita. In questo tipo di parto però, le donne devono arrangiarsi in un qualche modo a trovare da sole la modalità migliore per fare il parto. Pertanto, in questo tipo di parto, le donne vengono lasciate a se stesse, abbandonate al loro teorico ‘istinto’ di madri che le dovrebbe portare a trovare da sole la posizione più idonea per il parto.
La modalità di movimento che le donne adottano per questo parto è casuale, fatta per tentativi totalmente privi di una tecnica scientifica precisa, volti principalmente a provare ad evitare, spesso in modo fallimentare, il
dolore del parto

E’ come mettere per la prima volta gli sci ai piedi e trovarsi subito su una pista di sci di media alta difficoltà, senza aver mai preso lezione da un professionista e quindi senza essere preparati tecnicamente. In qualche modo si prova comunque a scendere a valle, cercando alla meno peggio di arrivare in fondo, evitando per quanto possibile di farsi del male. Molto probabilmente ci si metterà tanto tempo e, se si riesce a non farsi del male, alla fine si avrà comunque dolori vari addosso. Si è faticato molto, non ci siamo goduti la discesa e, se fosse stato possibile, avremmo chiamato volentieri qualcuno che ci venisse a prendere con una motoslitta!!

Anche questo tipo di parto comporta, nel migliore dei casi, tempi di travaglio molto lunghi e decisamente così tanto dolore che le donne non possono riuscire a sopportare. La maggior parte delle donne fa questo tipo di parto. E infatti moltissime di loro chiedono, giustamente, l’epidurale (partoanalgesia) pur di arrivare in qualche modo in fondo alla loro gara.

Parto vaginale NATURALE o tecnico

Il parto naturale’ indica invece non solo che il parto avviene per via vaginale lungo il canale ‘naturale’ della nascita, ma specifica chiaramente che avviene anche con precise modalità tecniche, già previste dalla natura, che vanno studiate, analizzate e ottimizzate dalla coach delle mamme e messe poi in pratica dalla coppia.

Sulla tecnica e la modalità del parto, la natura è stata molto precisa, tanto da renderlo facile, fattibile e sicuro anche in mezzo alla giungla, cioè in piena natura: tutto questo perché la natura ha come obiettivo la salvaguardia della riproduzione della specie.

In questo caso è come fare una bella pista di sci di media alta difficoltà dopo aver preso lezione da un professionista dello sci e aver imparato a sciare in modo tecnicamente corretto. In questo caso si farà la discesa agevolmente, si impiegherà un tempo giusto, non si faticherà e non si rischierà più di tanto né di cadere né tanto meno di farsi del male. Non si penserà assolutamente a farsi venire a prendere da una motoslitta e anzi ci sentiremo piacevolmente soddisfatti della sciata perché, padroni dei propri mezzi, si sarà stati in grado di adattarsi a cunette, cambi di pendio e tipologia di neve senza particolari difficoltà.

Il ‘parto naturale’ è un parto altamente tecnico che va preparato al meglio con la figura professionale di riferimento dal punto di vista fisico.  Il ‘parto naturale’ di Mamme in Movimento è fatto in modo tecnicamente ottimale perché è basato su studi di fisica e biomeccanica. E’ un parto tecnico, scientifico che migliora e implementa ciò che la natura ha già previsto per l’essere umano.
Di conseguenza si ottengono 
risultati ottimi: i tempi del travaglio e i dolori del parto diminuiscono in modo considerevole, tanto che queste mamme non richiedono l’epidurale, perché non ne hanno necessità. Pochissime sono anche le lacerazioni e altre complicazioni mediche.

In tutto il sito ci riferiremo con la parola “parto” a questo parto. 

Essere preparate al parto: bassi o alti livelli di empowerment

Il pensiero principale delle donne, in relazione al parto, è se fare o no l’epidurale (la partoanalgesia). E’ come chiedersi se, prima di affrontare la pista di sci, si chiamerà o no qualcuno che ci aiuti a scendere a valle.
In realtà il problema principale dovrebbe essere se, per fare quella discesa, è meglio imparare a sciare oppure no.

Dunque SAPER FARE IL PARTO è il primo problema da risolvere, perché grazie al semplice ‘istinto’ non si va da nessuna parte, su un gesto tecnico di così alta specializzazione. Poi, a chiedere eventualmente un aiuto, si è sempre in tempo. Spesso infatti le donne che fanno il parto vaginale si sentono poco preparate ad affrontarlo e non sanno bene cosa fare: hanno cioè un basso livello di empowerment.

Le donne invece che hanno fatto il corso preparto Mamme in Movimento e che fanno un parto naturale, si sentono sicure in se stesse e nella loro capacità di fare e di gestire le varie fasi del parto: hanno cioè un alto livello di empowerment

I risultati della ricerca statistica, presentati nel bando europeo, indicano chiaramente quanto si sentano più preparate, ‘attive’ e fiduciose in se stesse le donne del campione di MM (TSB – di cui il 68,7% era al primo parto) rispetto alle donne del campione ASL (CC – di cui il 43,3% era al primo parto). 

ALTRI PARTI

Parti operativi
Qualche volta tuttavia possono nascere degli inconvenienti di varia natura, genere e gravità durante il parto. Questi parti richiedono pertanto un intervento di tipo medico.
Questa tipologia di parti sono definiti dalla medicina parti ‘operativi’.

Il tipo di intervento medico a cui ricorrere viene deciso dal medico e dipende dal tipo di complicazione che si presenta. Nonostante le difficoltà, questi sono ancora 
parti vaginali.
Quindi a
nche in questi parti, grazie alla preparazione fatta con Mamme in Movimento, la donna può ancora fare in parte un parto tecnicamente corretto insieme al suo partner, sempre in stretta collaborazione con gli operatori della sala parto.
In molti casi, le coppie che hanno fatto le posizioni e la spinta di Mamme in Movimento anche nel parto operativo, hanno evitato il cesareo.

Parti cesarei
Se invece si presenta una complicazione nel parto di grado alto bisogna ricorrere all’intervento chirurgico, cioè al ‘parto cesareo’
Questo tipo di parto è di pertinenza esclusiva del medico. E’ lui l’atleta, cioè la persona preparata sia dal punto di vista teorico che pratico a fare quel tipo di intervento, quel tipo di parto, cioè quel tipo di gara. In questi parti le donne e i partner non possono fare niente.