L’istinto nel parto

Da vari decenni chi si occupa del parto ‘attivo’ sostiene in particolare due cose molto importanti.
Innanzitutto che la donna deve essere libera di muoversi durante il parto per poter scegliere la posizione in cui si trova meglio per far nascere il suo piccolo. 
Questa considerazione ci trova totalmente d’accordo. Sono oramai lontani i tempi in cui le donne erano praticamente obbligate a stendersi su uno scomodo quanto innaturale lettino ginecologico, e partorire in quella posizione.istinto nel partoInoltre, viene evidenziato che la donna che cerca la posizione migliore per fare il suo parto, è in grado di trovarla utilizzando, ascoltando e seguendo il suo istinto!
Questa affermazione invece non ci trova affatto d’accordo per vari motivi.

QUALE ISTINTO?

L’istinto non è uno! Infatti Freud, che lo ha definito per primo, ne ha distinti ben due, e li ha definiti come:
‘istinto di nascita’ – che nel corso MM definiamo funzionale e dunque con una valenza positiva rispetto a ciò che stiamo facendo;
‘istinto di morte’ – che nel corso MM definiamo disfunzionale e dunque con una valenza negativa rispetto a ciò che stiamo facendo.

quale istinto c'è nel parto?

E quindi, quale dei due istinti dovrebbe essere utilizzato da una donna durante il parto?
E come fa la donna che sta partorendo a riconoscere, in quel momento concitato, pieno di mille emozioni e di mille tensioni, se ha davvero imbroccato per caso quello giusto? 

Inoltre, siccome gli istinti sono due e non viene specificato alla donna quale scegliere e come fare a sceglierlo, la donna ha il 50% di probabilità di scegliere l’istinto disfunzionale, cioè quello di ‘morte’.
E’ una percentuale davvero molto alta!! Per cui, dire alla donna di seguire un generico istinto, comporta a nostro avviso un rischio molto alto di incorrere in complicazioni nel parto.

QUALE DONNA?

Ci domandiamo inoltre a quale donna ci si rivolgiamo quando si parla di istinto, con quale donna si sta parlando, chi è la nostra interlocutrice?
E’ vero che anche le donne fanno parte del regno animale, dove tutte le creature fanno il loro parto sfruttando il loro istinto innato. Anche la donna indigena, aborigena, inserita in un contesto primitivo, gestisce il parto col suo istinto che è innato, non modificato dalla cultura, non alterato, ben strutturato e perfettamente funzionante.Istinto della donna nel parto
Al contrario, la donna tecnologica di oggi oramai è inserita in un contesto culturale in cui la razionalità ha sostituito l’ascolto primitivo dell’istinto, che è stato dimenticato.  Siamo dunque sicuri che questa donna, a cui ci rivolgiamo, riesca a capire perfettamente il significato preciso dell’uso dell’istinto nel parto e a metterlo in pratica con una modalità altrettanto perfetta?usare l'istinto nel parto

QUALE UTILITA’?

Chiedere alla donna postmoderna di oggi di abbandonare i suoi riferimenti abituali, fatti di conoscenza e razionalità, e di cercare di andare ad attingere a memorie di un passato remoto, addirittura della specie umana, sicuramente non l’aiuta a comprendere cosa fare durante il parto. Anzi non può che provocarle smarrimento e paura, e un forte senso di inadeguatezza.
Tutto questo non facilita di sicuro il parto 
e gli sottrae ulteriori energie. 

QUALI RISULTATI?

Con questi presupposti è ovvio che dal punto di vista scientifico basare il parto solo sull’istinto non può funzionare! Infatti, se l’utilizzo dell’istinto fosse davvero funzionale al parto, dovremmo avere parti con risultati eccellenti, da record..
E invece, purtroppo, tutta la letteratura scientifica riporta tempi dei travagli molto lunghi, dolori molto intensi, lacerazioni gravi molto frequenti, percentuali ancora molto alte per quanto riguarda le patologie neonatali.
Risultati che, in natura, la donna indigena o quella aborigena, non possono certo permettersi, pena la sopravvivenza della specie.

Come recuperare l’istinto del parto 

Dal momento che per fare il parto al meglio non si può fare affidamento sul ricordo di una memoria lontana, occorre recuperare la tecnica perfetta del parto delle donne indigene. Accedere attraverso lo studio scientifico, biomeccanico, a quelle modalità perfette di mettere al mondo un figlio, consente di dotare anche la donna di oggi di nuovi e migliori strumenti per fare il parto. Avere maggiori conoscenze tecniche e più solide capacità pratiche, aiutano la futura mamma a gestire il parto al meglio e ad avere i migliori risultati di sempre.serve usare l'istinto nel parto?