Biomeccanica o istinto

Un parto naturale è, in generale, una prestazione fisica molto impegnativa e di altissima specializzazione per il corpo della donna. Per affrontarla nel migliore dei modi meglio contare su un generico istinto o allenare in modo specifico il corpo e impostare un gesto tecnico preciso, attentamente studiato dal punto di vista biomeccanico?

1 – Biomeccanica del parto
Le gare più importanti della vita si vincono al meglio se non si lascia niente al caso
, cominciando dallo studio preciso del gesto tecnico. Per questo, per impostare un allenamento corretto, in tutti gli sport occorre tener innanzitutto analizzare il gesto tecnico attraverso i principi di biomeccanica del corpo umano, cioè occorre prendere in considerazione l’insieme di forze che agiscono sul corpo dell’atleta, mentre effettua la sua prestazione fisica.

linee di forza 2

Se vogliamo cambiare e migliorare i risultati di un gesto tecnico così delicato ed importante come la nascita di un bambino, dobbiamo innanzitutto prendere in considerazione ed applicare gli stessi principi della biomeccanica anche al parto, esattamente come si fa nello sport.

Studi di biomeccanica sul parto insufficienti e vecchi di 40 anni!!
Tuttavia, a livello mondiale, questi studi sono molto pochi, scarsamente rilevanti, contengono moltissimi errori d’impostazione e sono fermi a più di 40 anni fa!!! Mentre sul fronte medico in 40 anni sono stati fatti enormi passi avanti, lo stesso non è successo per quanto riguarda lo studio biomeccanico della nascita. Là dove c’è un problema nel parto, dunque, semplicemente si ricorre ad un cesareo.
Purtroppo questa importante carenza di studio e di ricerca biomeccanica in ostetricia, ha portato a diverse conseguenze non positive. Innanzitutto, da uno studio recente, risulta che i testi di ostetricia contengono vari errori.

Posizioni per il parto sbagliate e vecchie di 40 anni!!
Ma in particolare tutte le posizioni per il parto che vengono ad oggi suggerite alle donne di tutto il mondo, basate su quegli studi biomeccanici scarsi, non corretti e risalenti a più di 40 anni fa, non possono che essere tutte evidentemente sbagliate e, anche loro, vecchie di 40 anni! Infatti i risultati dei parti naturali fatti con quelle posizioni, non sono affatto positivi, in termini di tempi, dolori, lacerazioni, problematiche per mamme e bambini.

Studio biomeccanico e posizioni innovativi di MM.
Dopo aver fatto innovativi studi di biomeccanica del parto naturale , la coach di Mamme in Movimento ha poi 
messo a punto tutto il lavoro di preparazione fisica alla nascita per impostare al meglio la ‘gara’ più speciale di ogni mamma. Gli ottimi risultati ottenuti le hanno poi consentito di partecipare ad un premio europeo. Tutti i risultati, i dati e i grafici sono riportati sul sito scientifico Taddei Smart Birth.

Alla lezione di coppia si provano due volte con la coach le posizioni biomeccanicamente corrette tra cui poter scegliere durante il parto. Si evidenziano invece da non utilizzare in quanto non rispondono alle leggi biomeccaniche del parto e che quindi possono solo complicarlo!!

Per questo la coach di Mamme in Movimento, nell’impostare tutto il suo programma di esercizi, parte dal considerare l’esatta biomeccanica che agisce sul corpo della donna, sia durante la gravidanza che nel parto naturale.

2 – Istinto nel parto
Oramai da vari decenni chi si occupa del parto ‘attivo’ sostiene in particolare due cose:
– la donna deve essere libera di muoversi durante il parto e di scegliere la posizione in cui si trova meglio per far nascere il suo cucciolo. 
Questa considerazione ci trova totalmente d’accordo, come già spiegato.

– la donna che cerca la posizione migliore per fare il suo parto, la trova utilizzando, ascoltando, seguendo il suo istinto!
Questa affermazione invece non ci trova affatto d’accordo per vari motivi.
Vediamone alcuni:

1) QUALE ISTINTO?
L’istinto non è uno! Infatti Freud, che lo ha definito per primo, ne ha distinti ben due, e li ha definiti come:
‘istinto di nascita’ – che nel corso MM definiamo funzionale e dunque con una valenza positiva rispetto a ciò che stiamo facendo;
‘istinto di morte’ – che nel corso MM definiamo disfunzionale e dunque con una valenza negativa rispetto a ciò che stiamo facendo.

E quindi, quale dei due istinti dovrebbe essere utilizzato da una donna durante il parto?
E come fa la donna che sta partorendo a riconoscere, in quel momento concitato, pieno di mille emozioni e di mille tensioni, se ha davvero imbroccato per caso quello giusto? 

Inoltre, siccome gli istinti sono due e non viene specificato alla donna quale scegliere e come fare a sceglierlo, la donna ha il 50% di probabilità di scegliere l’istinto disfunzionale, cioè quello di ‘morte’.
E’ una percentuale davvero molto alta!! Per cui, dire alla donna di seguire un generico istinto, comporta a nostro avviso un rischio molto alto di incorrere in complicazioni nel parto.

2) QUALE DONNA?

Ci domandiamo inoltre a quale donna ci si rivolgiamo quando si parla di istinto, con quale donna si sta parlando, chi è la nostra interlocutrice?
E’ vero che anche le donne fanno parte del regno animale, dove tutte le creature fanno il loro parto sfruttando il loro istinto innato. Anche la donna indigena, aborigena, primitiva gestisce il parto col suo istinto che è innato, non modificato, non alterato, intatto, ben strutturato e perfettamente funzionante.

Al contrario, la donna tecnologica di oggi oramai purtroppo l’ha dimenticato.  E allora, siamo sicuri che questa donna, quella a cui ci rivolgiamo, riesca a capire perfettamente il significato preciso dell’uso dell’istinto nel parto e a metterlo in pratica con una modalità altrettanto perfetta?

Chiedere alla donna tecnologica di oggi di andare a pescare in un passato remoto, profondo, non solo di se stessa ma di tutta la specie, di tutta l’umanità, sicuramente non l’aiuta. Anzi è molto probabile che si senta smarrita e impaurita. E questo non facilita di sicuro il parto.

3) QUALI RISULTATI?
Infine se l’utilizzo dell’istinto fosse davvero funzionale al parto, dovremmo avere parti con risultati eccellenti, da record..
E invece, purtroppo, tutta la letteratura scientifica riporta tempi dei travagli molto lunghi, dolori molto intensi, lacerazioni gravi molto frequenti, percentuali ancora molto alte per quanto riguarda le patologie neonatali.
Risultati che, in natura, la donna indigena o quella aborigena, non possono certo permettersi..

E allora… che fare?
Gli studi di biomeccanica di Mamme in Movimento analizzano ogni singolo aspetto di ciò che la natura ha previsto per realizzare un parto naturale con ottimi risultati, come ci si aspetta in natura.
La donna tecnologica ha solo ‘dimenticato’ questo antico sapere, ma può facilmente recuperarlo solo ad una condizione: arrivarci con la mente razionale! Comprendere e provare passo dopo passo con calma, semplicità e chiarezza tutti i passaggi che la natura ha predisposto per il parto fisiologico, significa per davvero riportare la donna tecnologica a vivere pienamente l’istinto funzionale, ‘di nascita’, che ha sempre in sé.